Le
Regole dei Minimi
Dal sito “santuariopaola.it”,
ottobre 2022
L’approvazione della Regola dell’Ordine dei Minimi ebbe un lungo iter con
la stesura di diverse versioni. Con il diploma Decet
nos, del 30 novembre 1470, l’arcivescovo di Cosenza, mons. Pirro
Caracciolo, aveva autorizzato la “Congregazione eremitica di S. Francesco
d’Assisi”, sorta attorno a Francesco di Paola, a stilare uno statuto, purché
conforme ai canoni della Chiesa.
Il primo statuto fu probabilmente la “Protoregola”, un documento la cui
genesi e applicazione è ancora tutta da chiarire. Si tratta di un testo in
lingua francese – probabilmente una traduzione - sul quale è stata apposta
la data 1474. Ancora non è chiaro se fosse stato sottoposto all’approvazione
dell’autorità della Chiesa oppure no, ma certamente appartiene all’Ordine
dei Minimi per via dei continui richiami alla vita quaresimale.
L’approvazione di una regola per la Congregazione eremitica di Francesco di
Paola incontrò inizialmente la resistenza da parte della Chiesa per via del
divieto imposto dal Concilio Lateranense IV.
La prima versione della Regola per i frati fu approvata da papa Alessandro
VI il 26 febbraio 1493 (Meritis
Religiosae vitae).
Dopo otto anni, Francesco volle sottoporre all’autorità della Chiesa anche
la Regola per il Terz’Ordine e nel contempo rivedere il testo di quella del
Primo Ordine, che si era esteso in Francia. Con l’approvazione di Alessandro
VI di questa seconda versione della Regola, il 1 maggio 1501 (Ad
ea quae circa), l’Ordine dei Minimi passò definitivamente dallo
stile di vita eremitico a quello cenobitico.
Il 18 giugno 1502 (Ad
fructus uberes), lo stesso Pontefice approvò, sostanzialmente
immutata, la terza regola dei frati e la seconda dei terziari. Il motivo di
un intervento pontificio così ravvicinato, probabilmente era solo di natura
formale: la precedente versione non era stata sottoposta al giudizio del
collegio dei cardinali e si temeva che ciò avrebbe potuto invalidarla.
L’ultima versione della Regola – la quarta - fu approvata da Giulio II il 28
luglio 1506 (Inter
Coeteros), con la sostanziale innovazione data dall’introduzione
della regola per le claustrali.
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22 ottobre 2022
a cura
di
Alberto "da Cormano" alberto@ora-et-labora.net