PACOMIO
LE CATECHESI
(Estratto e tradotto da: "Pachomian Koinonia", Vol. 3,
a cura di Armand Veilleux, Cistercian Publications,
Kalamazoo (Michigan) - 1982.)
Introduzione
CATECHESI RELATIVE A UN MONACO RANCOROSO
Il testo copto di questa
catechesi esiste solo in un manoscritto,
British Oriental 7024, fol.
18r-49v. È stato pubblicato per la prima volta da E.A.W. Budge nel 1913, con
una traduzione in inglese
[2]. L.T. Lefort pubblicò una
nuova edizione del testo copto, con una traduzione francese, nel 1956
[3].
Non c'è dubbio che la lingua
originale di questo testo fosse copta
[4]; ma abbiamo almeno due
manoscritti di una traduzione araba. Uno di questi in arabo è stato
utilizzato da L.T. Lefort nell'edizione del testo copto e l'altro è stato
identificato più di recente da K. Samir. Un'analisi completa di tutte le
raccolte di manoscritti in arabo rivelerà probabilmente ancora qualche
testimonianza in più
[5].
La catechesi ha anche
integrato una grande citazione di un'omelia di Atanasio
[6]. Allo stesso tempo, da essa
deriva un aforisma attribuito ad Evagrio Pontico
[7]. La tradizione manoscritta
attribuisce questa catechesi a Pacomio. Budge non ha messo in dubbio tale
attribuzione che è stata difesa da Crum e Lefort. In effetti, non vi è
dubbio che provenga da un ambiente pacomiano e che sia quindi di carattere
pacomiano. Ma il fatto che contenga una grande citazione di Atanasio ci
permette di pensare che potrebbe essere una composizione letteraria di un
monaco pacomiano piuttosto che una catechesi effettivamente trasmessa in
quella forma dallo stesso Pacomio. Inoltre, alcuni altri elementi della
catechesi non si adattano bene al contesto del cenobitismo pacomiano
[8].
La catechesi costituisce un
buon trattato sull'ascesi monastica, sottolineando l'importanza di tutti i
valori monastici: umiltà, distacco, semplicità, castità. Essa insiste
soprattutto sulla necessità di perdonare il fratello che ci ha offeso, ed è
diretta ad "un fratello monaco che nutre rancore nei confronti di un altro".
CATECHESI PER I SEI GIORNI DELLA PASQUA
Tutti i fratelli della
Koinonia pacomiana si incontravano
ogni anno nel monastero di Phbow per celebrare insieme la Pasqua nella
Parola di Dio e mediante il digiuno. L'incontro si concludeva con la
celebrazione della Risurrezione durante la Veglia Pasquale, quando i monaci
catecumeni venivano battezzati. I superiori della
Koinonia di solito presentavano le
catechesi in questi giorni. Una di queste catechesi dispensata da Pacomio
sulla Pasqua è stata conservata, anche se solo in modo frammentario. Il
testo di questo frammento fu pubblicato prima da E. Amélineau nel 1895
[9], e di nuovo da L.T. Lefort
nel 1956
[10].
Non vi è alcuna ragione
positiva per dubitare del carattere pacomiano di questo documento, anche se
l'ultima parte del testo non si adatta bene in un contesto pacomiano: "Le donne facoltose depongano i loro ornamenti in questi giorni di
dolore"
[11].
[1]
Pacomio, dopo aver organizzato la comunità di Tabennesi, si trovò,
verso il 329, quasi costretto a fondare una seconda comunità
monastica (chiamata, con termine greco, koinonia, da koinós
"comune") nei pressi di Phbow (odierna Faw al-Qibli, non distante da
Nag Hammadi), a qualche ora di marcia da Tabennesi. Questa divenne
in seguito la casa principale.
[2]
E.A.W. Budge, Coptic
Apocrypha in the Dialect
of
Upper Egypt,
London 1913. Testo, pp. 146-176; traduzione, pp. 352-382.
[3]
L.T. Lefort, Oeuvrer de
s. Pachôme,
testo, pp. 1-24; traduzione, pp. 1-26.
[4]
Si veda W.E. Crum nella sua recensione del
Coptic Apocrypha …
di E.A.W.
Budge.
in Zeitrchrift der
deutschen morgenländisch Gesellschaft 68 (1914) 176-184.
[5]
Riguardo al manoscritto Arabo di questa catechesi si veda K. Samir,
"Temoins arabes de la catechèse de Pachôme
- A propos d'un moine rancunier". (CPG 2354.1) in
OCP42 (1976)
494-508.
[6]
Ciò è stato dimostrato da L.T. Lefort in "S. Athanase écrivain
copte", in Muséon
46 (1933), 1-33.
[7]
Si veda L.T. Lefort, "A
propos
d'un aphorisme d'Evagrius Ponticus", in
Bulletin de
l'Académie Royale de Belgique,
1950. pp. 70-79.
[8]
Si veda il par. 18 "Se desideri vivere tra gli uomini,…. Se desideri
vivere nel deserto…
[9]
In
Mémoires publiés pour les
membres de la mission archéologique française
ou
Caire,
t. IV, Paris
1895, pp. 612-614.
[10]
In Oeuvres de
s. Pochôme,
testo, pp. 24-26; traduzione pp. 26-27.
[11]
Si veda il par. 4.
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25 novembre 2019 a cura
di Alberto "da Cormano"
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