REGOLA DEL MAESTRO

 (Libera traduzione da "Patrologia Latina" - J. P. Migne)

 

CAPITOLO III.

Domanda dei discepoli:

III. QUALE È LA SANTA ARTE CHE L'ABATE DEVE INSEGNARE AI SUOI DISCEPOLI NEL MONASTERO?

Il Signore ha risposto per mezzo del Maestro:

1 Cos’è questa arte santa? In primo luogo credere, confessare e temere Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo, Dio uno nella Trinità e trino nell'unità, trino nell'unica sostanza della divinità ed uno nella potenza trina della maestà. E dunque amare questo Dio “con tutto il cuore e con tutta l’anima 2 ed il tuo prossimo come te stesso „.

3 Quindi non uccidere, 4 non commettere adulterio, 6 non rubare, 6 non avere desideri illeciti, 7 non mentire, 8 onora padre e madre, 9 e non fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi.

10 Rinunciare a se stesso per seguire Cristo, 11 mortificare il corpo per il bene dell’anima, 12 fuggire i piaceri, 13 amare il digiuno, 14 ristorare i poveri, 16 vestire l’ignudo, 16 visitare i malati, 17 seppellire i morti, 18 aiutare coloro che sono nella prova, 19 consolare gli afflitti, 20 dare in prestito 21 al povero.

22 Rendersi estraneo alla mentalità del mondo, 23 nulla anteporre all'amore di Cristo, 24 non dare sfogo all'ira, 25 non serbare rancore, 26 non covare inganni nel cuore, 27 non dare un falso saluto di pace, 28 restare fedele al fratello, 29 non amare la calunnia, 30 mantenere le promesse senza deluderle, 31 non separarsi dalla carità; 32 non amare giurare per evitare spergiuri, 33 dire la verità col cuore e con la bocca.

34 Non rendere male per male, 35 non fare torti a nessuno, ma sopportare pazientemente quelli che vengono fatti a noi, 36 amare i nemici più degli amici, 37 quando ci maledicono, non soltanto non dobbiamo rispondere maledicendo ma, al contrario, benedicendo, 38 sopportare persecuzioni per la giustizia.

39 Non essere superbo, 40 non dedito al vino, 41 non vorace, 42 non dormiglione, 43 non pigro, 44 non mormoratore.

45 Riporre in Dio la propria speranza. 46 Quanto di buono scopriamo in noi, attribuiamolo a Lui più che a noi; 47 quanto al male, lo si consideri come opera propria e lo si attribuisca a sé ed al diavolo. 48 Sperare che i propri desideri siano compiuti da Dio. 49 Non auspicare la propria sussistenza del solo lavoro delle proprie mani, ma piuttosto da Dio.

80 Temere il giorno del giudizio, 61 temere la gehenna, 32 desiderare la vita eterna e la santa Gerusalemme, 33 prospettarsi sempre la possibilità della morte. 34 Sorvegliare ad ogni ora le azioni della propria vita, 33 tenere per certo che ovunque si è sotto lo sguardo di Dio. 36 Spezzare subito in Cristo tutti i cattivi pensieri che ci sorgono in cuore, 37 Guardarsi dai discorsi cattivi o sconvenienti, 58 non amare di molto parlare,59 non dire mai parole leggere o ridicole, 80 non ridere spesso e smodatamente.

61 Ascoltare volentieri le sante letture, 62 prosternarsi spesso per pregare, 63 confessare ogni giorno a Dio nella preghiera, con lacrime e gemiti, le proprie colpe passate, 64 correggersi di questi difetti in futuro.

68 Non appagare i desideri della natura corrotta, 86 odiare la volontà propria, 87 prestare obbedienza agli ammonimenti dell'abate.

68 Non desiderare di essere chiamato santo prima di esserlo, ma esserlo dapprima, in modo di essere chiamato così con più verità, e solo allora farsi chiamare così.69 Compiere ogni giorno con le proprie azioni i precetti di Dio, 70 amare la castità, 71 non odiare nessuno, 78 non essere geloso, 73 non coltivare l’invidia, 74 non amare le contese, 78 riconciliarsi col nemico prima del tramonto del sole, 76 dare ascolto con tutto il cuore a tutti i buoni; 77 e non disperare mai di Dio.

78 Ecco l'arte santa alla quale dobbiamo lavorare con strumenti spirituali. 79 Se esercitiamo questa santa arte incessantemente, giorno e notte, , 80 e se ciascuno di noi, il giorno del giudizio, rimetterà al signore Dio l’opera delle sue azioni, 81 allora, se abbiamo condotto a termine quest'arte, che proviene dalla volontà di Dio e se, il giorno del giudizio, ne affidiamo il prodotto al Signore senza nessun difetto, 82 riceveremo dal Signore questa ricompensa che ci promette il nostro fedele Signore. 83 Ricompensa che è preparata per i santi, per coloro che temono Dio e che compiono questi precetti con le loro azioni.  84 Ricompensa che consisterà nell’abitare per sempre “una terra sette volte più brillante dell’argento„, 85 la cui volta celeste splenderà non dello splendore di questo sole o della luna, né di quello delle stelle, ma della maestà eterna di Dio stesso. 86 Nello splendore di questa terra ci attendono “fiumi dove il miele ed il latte, il vino e l'olio colano„ in perpetuo. 87 Sulle loro rive, frutti variegati e diversi di svariati alberi, che maturano dodici volte l'anno, non per essere stati coltivati dall'uomo, ma in virtù dell'abbondanza divina. 88 La fame non li rende piacevoli come nutrimento, nessuna avidità incita a mangiarli, 89 ma quando gli occhi dei santi si sono saziati al solo vederli, ciascuno, oltre a ciò, sente nella sua bocca il gusto che lo delizia. 90 Lì suonano incessantemente gli strumenti messi sulle rive di quei fiumi e che accompagnano gli inni che i santi angeli ed arcangeli, che salmodiano in coro, cantano a lode del re. 91 La dolcezza di queste voci incanta così tanto l'udito dei santi, che la melodia del canto, con il suo straordinario diletto, intensifica l’esultanza dello spirito canoro; 92 mentre nel duplice splendore del cielo e della terra che irraggia divinamente e anche nell'abbagliamento della luce terrestre, Gerusalemme, città ornata d'oro e di gemme, brilla dello splendore delle sue numerose perle. 93 Le sue mura e le sue porte, le sue piazze e le sue vie, con melodiosa armonia di soavi accenti, proclamano: Alleluia! 94 In questa esultanza i santi, brillando dell'immagine celeste, si rallegreranno di sentirsi liberati dalla perdizione del mondo e di avere meritato da Dio per sempre queste ricchezze celesti.

95 Ma quale cammino prendere per raggiungere questo scopo? Ritorniamo al testo della pagina precedente.

CAPITOLO IV.

Domanda dei discepoli:

QUALI SONO GLI STRUMENTI SPIRITUALI CON I QUALI POSSIAMO ESERCITARE L'ARTE DIVINA?

Il Signore ha risposto per mezzo del Maestro:

1 Quali sono? Fede, speranza, carità; 2 pace, gioia, dolcezza; 8 umiltà, obbedienza, taciturnità; 4 prima di tutto, castità corporale; sincera coscienza; 6 astinenza, purezza, semplicità; 6 benignità, bontà, misericordia; 7 soprattutto, pietà; temperanza, vigilanza, sobrietà; 8 giustizia, equità, verità; 9 amore, misura, moderazione 10 e perseveranza fino alla fine.

 


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10 gennaio 2017      a cura di Alberto "da Cormano" Grazie dei suggerimenti alberto@ora-et-labora.net