San Ferréol vescovo di Uzès.

Estratto da « Histoire Générale du Languedoc » (Storia generale della Linguadoca)
Ed. Jacques Vincent 1730
A cura di Dom Joseph Vaissète e Dom Claude de Vic

(Libera traduzione del francese)


San Ferréol vescovo di Uzès era il figlio, così si sostiene, dei famosi Ansberto (senatore) e Blitilde, ed era succeduto, nel corso dell'anno 553, a San Firmino, vescovo di Uzès e zio paterno. L’uno e l'altro erano stati inviati dai genitori ad Uzès per essere educati sotto gli occhi e la disciplina del vescovo Rorice, zio di Firmino e prozio di Ferréol.

Quest'ultimo fu eletto vescovo di Uzès, all'età di circa 32 anni, e consacrato dal vescovo di Arles, allora suo metropolita (vescovo della città capoluogo. Ndt), assistito dai vescovi di Avignone e di Orange, suoi confratelli provinciali. Egli aveva anche il dono della parola, di cui si serviva con profitto ed uno zelo particolare per la conversione degli ebrei, che erano in gran numero nella sua diocesi. Egli li trattava con grande gentilezza e considerazione per attirarli a Gesù Cristo.

Per avere la possibilità di istruirli più facilmente li ospitava a casa sua e li ammetteva alla sua tavola senza difficoltà. Questo comportamento così degno di un buon pastore ha dato modo, tuttavia, ai suoi nemici di accusarlo, durante il terzo anno del suo episcopato, al re dei Franchi Childeberto I di avere legami sospetti con il nemico della fede. Costui ascoltò troppo facilmente questa accusa, convocò Ferréol alla sua corte e gli ordinò di rimanere in esilio a Parigi, capitale dei suoi stati.

Il modo edificante in cui questo prelato si comportò durante tutto il tempo trascorso in quella città avrebbe dovuto far ricredere Childeberto e fargli conoscere l'ingiustizia degli accusatori, se questo principe fosse stato meno prevenuto. Questo prelato era nel terzo anno del suo esilio nel 558, quando Childeberto si convinse della sua innocenza nel corso di un evento singolare, di cui fu testimone. Ferréol all'inizio del suo episcopato aveva fatto costruire nella città di Uzès una chiesa sotto l'invocazione di San Paolo e, mentre un giorno stava parlando con Childeberto, una delle volte di questa chiesa cadde. Ferréol, a cui Dio rivelò l’accaduto nello stesso momento, cambiò tutto ad un tratto di aspetto ed apparve così triste che il re, che se ne accorse, non poté fare a meno di chiedergli il motivo. Il santo glielo spiegò con la sua consueta schiettezza. Ed il principe, avendo poi appurato la verità del fatto, da quel giorno ebbe una tale venerazione per lui e fu così convinto della calunnia dei suoi accusatori, che immediatamente lo rimandò alla sua diocesi, dopo avergli dato segni pubblici della sua stima, dopo avergli fatto vari regali ed essersi raccomandato alle sue preghiere.

Ferréol fu ricevuto dal suo clero e dal suo popolo con grandi manifestazioni di gioia. Poco dopo il suo ritorno egli convocò un sinodo nella sua cattedrale di S. Teodoride e convocò tutti gli ebrei della sua diocesi. Là, con l'aiuto dei suoi ecclesiastici, li catechizzò con tanto successo da avere la consolazione di vedere che la maggior parte di loro si convertivano alla fede e ricevevano il santo battesimo. Gli altri che rifiutarono di rinunciare al giudaismo furono espulsi dal paese col divieto di tornare.

Questo santo prelato fondò un famoso monastero nella sua città episcopale, sotto l'invocazione di St. Ferréol martire 1), suo patrono. In seguito compose una regola particolare per questo monastero in cui si vide fiorire, grazie alle sue attenzioni, la disciplina regolare. Egli sottomise questa regola all’esame di Lucrezio 2), Vescovo di Die, personaggio famoso per la sua rara pietà. Questa regola si trova nel cosiddetto Codex Regularum di Benedetto d’Aniane ed ha molte conformità con quella di S. Cesario di Arles.

Ferréol, dopo aver governato santamente la sua Chiesa per quasi 28 anni come vescovo, morì all'età di sessant'anni, il 4 gennaio dell'anno 581. Gregorio di Tours, che fece elogio delle sue virtù e della sua santità, ci comunica che, come S. Sidonio Apollinare, egli aveva fatto una raccolta delle sue lettere. Ma questo prezioso monumento non è giunto a noi. Gli si attribuisce come fratello, ma senza nessuna prova certa, S. Mondri o Mondéric, vescovo del paese di Arsat, e per sorella santa Tharsicie vergine.

La Chiesa di Uzès onora pubblicamente la sua memoria il 4 di gennaio.

NOTA:

1) Ferréol (Ferreolo) di Besançon, secondo la tradizione risalente a san Gregorio di Tours fu prete e martire cristiano, martirizzato dal governatore Claudio Romano nel 212. E’ considerato il fondatore della Chiesa di Besançon ed il primo evangelizzatore della regione della Francia Contea, assieme a suo fratello il diacono san Ferjeux (Ferruccio). La storicità del fatto è però messa in dubbio.

2) Lucrezio vescovo della diocesi di Die (ora soppressa e unita al territorio di Grenoble e di Valence), fu monaco a Bodon, nella Gallia Narbonense (nell'attuale dipartimento di Drôme), e discepolo del santo abate Marino (o Mauro) di Bodon di cui scrisse la vita.


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12 aprile 2016                a cura di Alberto "da Cormano"        Grazie dei suggerimenti       alberto@ora-et-labora.net