AUCTOR INCERTUS

 AUGUSTINUS HIPPONENSIS ?


REGULA SECUNDA.

ALIPIO

ORDO MONASTERII

LA DISCIPLINA DEL MONASTERO

Così è chiamato questo testo nella Patrologia Latina del Migne, vol. 32. Il testo latino riportato sotto è una delle diverse versioni esistenti, data la varietà di codici relativi a questo testo.

(Estratto da " Eugippio - La Regola "- Ed. Citta Nuova 2005.

 I versetti 1-29 del 1° capitolo della Regola di Eugippio corrispondono esattamente all'Ordo Monasterii di Alipio.)

 [1449]
1. Ante omnia, fratres charissimi, diligatur Deus, deinde et proximus, quia ista praecepta principaliter nobis sunt data.
Qualiter autem nos oportet orare vel psallere, describimus: id est, in matutinis dicantur Psalmi tres, sexagesimus secundus, quintus, et octogesimus nonus. Ad tertiam psalmus ad respondendum dicatur: deinde antiphonae duae, lectio, et completorium. Simili modo sexta et nona. Ad lucernarium autem psalmus responsorius unus, antiphonae quatuor, item psalmus unus responsorius, lectio, et completorium. Et tempore opportuno post lucernarium, omnibus sedentibus legantur lectiones ; post haec autem consuetudinarii psalmi ante somnium dicantur, nocte autem orationes, mense novembri, decembri, januario et februario, antiphonae duodecim, psalmi sex, [1450] lectiones tres.
Martio, aprili, septembri, octobri, antiphonae decem, psalmi quinque, lectiones tres. Maio, junio, julio, et augusto, antiphonae octo, psalmi quatuor, lectiones duae.


1. Prima di tutto, fratelli carissimi, amiamo Dio e, poi, anche il prossimo (cfr. Mt 22,27-40), perché questi sono i precetti dati a noi principalmente.
2. Ora, descriveremo come dobbiamo pregare o salmodiare, 3. cioè: nel mattutino si dicano tre salmi: il 62, il 5 e 1'89; 4. all’[ora] terza si dica un salmo con il responsorio, poi due antifone, una lezione e la preghiera conclusiva; in modo simile [si reciti] all’[ora] sesta e all’[ora] nona; 5. al lucernario, invece, un salmo responsoriale, quattro antifone, ancora un salmo responsoriale, una lezione e la preghiera conclusiva. 6. E a tempo opportuno, dopo il lucernario, stando tutti seduti, si leggano le lezioni; dopo questo, ancora, si dicano i salmi consueti prima di coricarsi. 7. Le preghiere notturne, invece, [sono le seguenti]: dodici antifone, sei salmi, tre lezioni, in novembre, dicembre, gennaio e febbraio; 8. dieci antifone, cinque salmi, tre lezioni, in marzo, aprile, settembre e ottobre; 9. otto antifone, quattro salmi, due lezioni, in maggio, giugno, luglio e agosto.
2. Operentur a mane usque ad sextam, et a sexta usque ad nonam vacent lectioni, et ad nonam reddant codices. Et postquam refecerint, sive in horto, sive ubicumque necesse fuerit, faciant opus usque ad horam lucernarii.

Nemo sibi aliquid vindicet proprium, sive in vestimento, sive in quacumque re. Apostolicam enim vitam optamus vivere (Act. XI, 43) .

Nemo cum murmure aliquid faciat, ut non simili judicio murmuratorum pereat:

fideliter obediant: patrem suum honorent post Deum: Praeposito suo deferant sicut decet sanctos:

sedentes ad mensam [1451] taceant audientes lectionem: si autem aliquid opus fuerit, Praepositus eorum sit sollicitus. Sabbato et Dominica, sicut consuetudo est, qui volunt vinum accipiant.
Si opus fuerit ad aliquam necessitatem monasterii mitti, duo eant. Nemo extra monasterium sine praecepto manducet neque bibat; non enim hoc ad disciplinam pertinet monasterii. Si opera monasterii mittantur fratres vendere, sollicite observent ne quid faciant contra praeceptum, scientes quia Deum exacerbant in servis ipsius: sive aliquid emant ad necessitatem monasterii, sollicite et fideliter ut servi Dei agant.

Otiosum verbum apud eos non sit. A mane [1452] ad opera sua sedeant: post orationem tertiae eant similiter ad opera sua.
Non stantes fabulas contexant, nisi forte aliquid sit pro utilitate animae: sed sedentes ad opera taceant, nisi forte necessitas operis exegerit ut loquatur quis.

Si quis autem non omni virtute, adjuvante misericordia Dei, haec conatus fuerit implere, sed contumaci animo despexerit; semel atque iterum commonitus, si non emendaverit, sciat se subjacere disciplinae monasterii sicut oportet: si autem talis fuerit aetas ipsius, etiam vapulet.
Haec autem in nomine Christi fideliter et pie observantes, et vos proficietis, et nobis non parva erit laetitia de vestra salute. Amen.
10. [I fratelli] lavorino dal mattino fino all’[ora] sesta, e dall’[ora] sesta fino all’[ora] nona si dedichino alla lettura, e all’[ora] nona restituiscano i codici; 11. e dopo il pasto lavorino fino all'ora del lucernario, o nell’orto, o dovunque sarà necessario.
12. Nessuno rivendichi alcunché come proprio, sia nei vestiti, sia in qualunque altra cosa, 13. poiché vogliamo vivere conformemente alla vita degli apostoli (cfr. At 4,32).
14. Nulla si faccia mormorando, per non perire con la stessa sentenza dei mormoratori (cfr. 1 Cor 10,10, Nm 14,1-37 e altri).
15. [I fratelli] ubbidiscano fedelmente. Onorino il loro padre [subito] dopo Dio, al loro superiore diano la deferenza come si addice ai santi.
16. Seduti a mensa tacciano, ascoltando le letture. 17. Se [poi] ci fosse bisogno di qualcosa, se ne preoccupi il loro superiore. 18. Come è stato stabilito, il sabato e la domenica coloro che vogliono prendano del vino.
19. Se sarà necessario uscire a causa di qualche bisogno del monastero, escano in due. 20. Nessuno mangi o beva fuori del monastero senza il permesso; infatti, ciò non è conforme alla disciplina monastica. 21. Nel caso si mandino dei fratelli a vendere i prodotti del monastero, [questi] abbiano grande cura di non fare niente contro ciò che è prescritto, sapendo che è Dio che irritano nei suoi servi. 22. Qualora comprino qualcosa per le necessità del monastero, agiscano con cura e fedeltà, come servi di Dio.
23. Non ci siano tra di loro parole inutili. 24. Vadano al proprio lavoro fin dal mattino. Dopo le preghiere dell’[ora] terza ritornino allo stesso modo al proprio lavoro. 25. Non si fermino a intrecciare chiacchiere, a meno che non si tratti di qualcosa che sia utile all’anima, 26. ma tacciano mentre lavorano, eccetto che la necessità stessa del lavoro non esiga che si dica qualcosa.
27. Se qualcuno, però, non cercherà con tutte le [sue] forze, con l’aiuto della misericordia del Signore, di compiere questi [precetti], ma [li] disprezzerà con volontà caparbia, e dopo una ripetuta ammonizione non si sarà emendato, sappia che dovrà sottoporsi alla disciplina del monastero, come è necessario. 28. E se la sua età non lo impedisce, sia anche battuto.
29. Osservando, invece, fedelmente e piamente tutti questi [precetti] nel nome di Cristo, voi stessi farete progressi, e a noi ne deriverà una grande letizia per la vostra salvezza. Amen.

 

Link al testo solo italiano dell'Ordo Monasterii di Alipio

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21 luglio 2016           a cura di Alberto "da Cormano" Grazie dei suggerimenti alberto@ora-et-labora.net