SAN GREGORIO MAGNO 

Riassunto dal libro: "Storia della Chiesa medievale" di Alfonso Marini -Editore: Piemme

1. Crescita del giovane Gregorio Magno

Iniziale miniata con effigie di San Gregorio Magno, cod. Plut. 18.3, c.13r., Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze....Cominciamo da Gregorio I, altrimenti conosciuto come Gregorio Magno. Era un monaco. E’ una figura emblematica: inizio di un nuova epoca. E’ romano, uomo diplomatico e risolutore, contemplativo.

Nasce a Roma nel 540 da famiglia dell'antica tradizione romana di rango senatoriale, forse la gens petronia-anicia cui appartenne Boezio. Nel 573 è praefectus urbi a roma, più alta carica politica. Ma poi diventa monaco e fonda nella sua casa un monastero. Fino a circa il 12° secolo il monachesimo resterà ideale massimo e modello di vita. Fu scelto da papa Pelagio II come apocrisario (nunzio) a Costantinopoli, sede del patriarca d’oriente che già a volte per vari problemi aveva rotto con la chiesa d Roma. In quel momento non c’eran grossi contrasti: lo scisma dei 3 capitoli scoppiato dopo il 2° concilio di Costantinopoli nel 553 era questione occidentale, e gli orientali con gli occidentali condannavano assieme i 3 capitoli.

L’italia era in mano da un decennio ai longobardi, germanici che avevano infranto l’unità imperiale di giustiniano. Contro di loro papa e imperatore dovevan restare legati. I longobardi entrano in Italia nel 568 o 569 con re Alboino, cui succede Clefi, ambo uccisi. Dal 575, senza re, i longobardi continuano ad espandersi in Italia. non riuscirono comunque a conquistarla tutta. I romani spesso fuggivano. I vincitori si prendevano un terzo delle terre. I vinti, non considerati uomini liberi (arimanni) erano in inferiorità giuridica. Ma ognuno osservava la legge del suo popolo, quindi per i romani rimase in vigore il diritto romano codificato da Giustiniano. Molti vescovi fuggirono. La situazione spingeva a stringere i legami con Costantinopoli.

Problema: i longobardi. Riproponevano il problema dell’arianesimo, ormai scomparso dopo la sconfitta di ostrogoti e vandali da Giustiniano. I longobardi erano ancora ariani, e ciò non facilitò la convivenza con i latini. Divieto di matrimonio tra entrambi.

2. Gregorio Magno eletto Papa

Ora: Gregorio è inviato a Costantinopoli – il papà è suddito dell'imperatore, ricordiamo, perchè il ducato romano è in mano bizantina. Resta un problema: il patriarca greco si era assunto il titolo ecumenico=universale. Gregorio cerca appoggio dall’imperatore contro i longobardi ma non lo trova essendo lui impegnato con i persiani. A Costantino scrive i "moralia in Job", esposizione del testo di Giobbe, poi torna a Roma e nel 586 è segretario di Pelagio. Poi fu forse abate, infine papa.

Quali regole monastiche eran diffuse allora? Nel 547 Benedetto da Norcia aveva scritto la sua. Si adottavano spesso regole miste. Si affermava il monachesimo irlandese: la regola benedettina diventerà quasi universale solo nel 9 sec. Dopo l’alluvione del 589 a Roma e la pestilenza del 90 muore Pelagio. Popolo clero e senato romano proclamano papa Gregorio. Fino alla riforma del sec 11° i vescovi si eleggevano per clerum et per populum, e ciò spesso comportava l’influenza di famiglie potenti. Non serviva l’assenso dell’imperatore per il papa.

3. Gregorio tra antichità e Medioevo

Intanto i longobardi con re Autari tentano di nuovo di unificare l’Italia, e Roma spopolata dalle pestilenza subisce il loro assedio. Gregorio era convinto di star vivendo l’ultima età della storia. Compone commenti a parte della scrittura e una regola pastorale. Cerca una convivenza pacifica con i longobardi: riesce ad allontanare Agilulfo pagando riscatti. La regina Teodolinda poi era cattolica scismatica. Nel 603 il loro figlio Adaloaldo è battezzato con rito cattolico scismatico.

Rottura tra vescovo di Milano e Aquileia, con sdoppiamento del patriarcato: abbiamo un patriarca scismatico (3 capitoli) ad Aquileia ed uno cattolico ortodosso a Grado. Verso l’oriente Gregorio ebbe comunque posizioni moderate, mantenendo però come punto fermo il rifiuto dell’attributo ecumenico del patriarca, perché è l’intera chiesa universale. Nonostante i tentativi di Gregorio il titolo di ecumenico resterà al patriarca di Costantinopoli divenendo tra i motivi dello scisma del 1054 tra chiesa greca e latina. Gregorio comunque seppe fare da tramite tra l’antichità patristica e la cultura medievale, facendo anche conoscere opere di Agostino. Riformò il rito della messa e lasciò in eredità il canto gregoriano.Gregorio Magno manda Agostino in Inghilterra Scrisse molte lettere. Un libro di dialoghi in cui narra la vita dei santi italiani, con una completa vita di san Benedetto. L’opera sarà precursore della successiva agiografia, la scrittura della vita dei santi, che ne indica le varie virtù.

Se contro longobardi e 3 capitoli Gregorio ottenne poco, molto fece tra gli anglosassoni, in Inghilterra. Qui nel V sec le popolazioni celtiche ormai cristiane furono respinte dagli invasori germanici e non riuscirono ad entrare con essi in buoni rapporti. Nel 597 arrivano nel Kent dal re Etelberto (l’Inghilterra aveva allora 7 re) 40 monaci che riescono a convertirlo.

Poi pian piano si converte tutta l’Inghilterra. I monaci erano mandati dal monastero di s. Andrea da Gregorio. Furono attenti a non distruggere i templi pagani e le usanze religiose ma a trasformare. Metodo delicato che dopo Gregorio useranno in pochi.

Gregorio muore il 12 marzo del 604 dopo varie malattie. La tomba è a s. Pietro.

 


Riassunto tratto dal sito www.tesionline.it 


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10 maggio 2014                a cura di Alberto "da Cormano"               alberto@ora-et-labora.net