LE CONFERENZE SPIRITUALI

di GIOVANNI CASSIANO

 

INTRODUZIONE

Estratto da “La vita consacrata" di Alfredo Lopez Amat - Ed. Cittanuova

 


CASSIANO - collationes

Le Collationes sono formate da tre gruppi di conferenze: il primo ne comprende dieci, il secondo sette, e il terzo altre sette. Le dieci conferenze del primo gruppo, pur senza costituire un’esposizione ordinata e didattica, formano «un piccolo trattato di perfezione»: il fine del monaco è conseguire il Regno di Dio, e i mezzi per giungervi sono la purezza di cuore, la carità, la contemplazione assidua (conf. 1a); per cammino è necessaria la discrezione, che protegge da ogni eccesso e si apprende con l'apertura di cuore e con la docilità agli anziani (2a); la rinuncia contraddistingue. la vita monastica e include tre gradi, attraverso i quali ci si eleva progressivamente fino all'intimità con Dio (3a); tale rinuncia altro non è che la vittoria dello spirito sulla carne ottenuta mediante una lotta continua (4a); la rinuncia consiste del pari nella eliminazione dei vizi (5a); insieme a tali combattimenti incessanti, è necessario anche saper :. accettare le prove mandate dalla Provvidenza (6a); nella battaglia intervengono pure i demoni, di cui occorre altresì conoscere la natura, la potenza e la tattica ( a e 8a); la perfezione del monaco consiste infine nell'orazione ininterrotta (9a e 10a). Questo primo gruppo di conferenze è il nucleo fondamentale, giacché i due seguenti sono soltanto complementi e chiarificazioni. II secondo infatti svolge proprio i temi già esposti, rispettivamente: la perfezione che consiste nella carità, la castità, i rapporti intercorrenti fra grazia e libertà, il valore della scienza spirituale o contemplativa, l’esatto valore dei carismi, il bene dell'amicizia, l'obbligo risultante dagli impegni contratti; il terzo gruppo infine svolge la seguente tematica: le varie classi di monaci, il raffronto tra vita cenobitica e vita solitaria; la penitenza e il digiuno, i movimenti della carne, l’impossibilità di restare immuni dal peccato per tutta la vita, la rinuncia ai desideri del mondo, la mortificazione delle passioni.

Il fondo di questo stadio supremo è l'unione d'amore, l'unità con Dio: è la stretta unitiva soprannaturale dell'amore, tramite la quale noi siamo introdotti in Dio e Dio in noi, fino a giungere alla compenetrazione perfetta. L’amore e la purezza di cuore si dispiegano allora in un’orazione ardente e luminosa; l'intera vita del monaco si converte in un'orazione unica e ininterrotta «che non viene disturbata da alcuna immagine, non si esprime in parole e nomi, ma fluisce in una corrente di fuoco, in un trasporto ineffabile, in un insaziabile impeto di spirito» «È uno sguardo su Dio solo, un grande incendio d'amore. Qui l'anima si fonde, inabissandosi nella santa dilezione, intrattenendosi con lui come con un padre, molto familiarmente, molto teneramente» L'anima concepisce contemporaneamente tutte le forme di orazione «vola dall'una all'altra, fiamma inarrestabile, fiamma divoratrice; si espande in implorazioni tutte vive e pure, che lo Spirito esala a nostra stessa insaputa verso Dio con gemiti inenarrabili; l'anima concepisce e lascia traboccare dal suo seno, in quel solo istante di orazione, tanti sentimenti che in altro momento sarebbe incapace non dico soltanto di esprimere ma addirittura di richiamare alla mente».

Ineffabile orazione di fuoco! «Né suono di voce, né moto di lingua, né parola articolata. L'anima, completamente sommersa nella luce proveniente dall'alto, non si serve ormai più del linguaggio umano, sempre debole. È come una gigantesca onda pregna di tutti gli affetti santi, e al contempo una sovrabbondante polla sorgiva, donde l'orazione sgorga, trabocca e si dirama in maniera inesprimibile fino a Dio» È la realizzazione di ciò che Antonio aveva sintetizzato in: L'orazione non è perfetta se il monaco è ancora conscio di sé e conosce di star pregando.

 


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10 febbraio 2017                a cura di Alberto "da Cormano"        Grazie dei suggerimenti       alberto@ora-et-labora.net